Senza una struttura e con questo protocollo sanitario, ad oggi, appare difficile
programmare una ripartenza delle attività di allenamento.

La Valentino Basket Castellaneta ritiene che il protocollo, così come è stato redatto
dalla Federazione Italiana Pallacanestro, non sia sufficiente a garantire l’incolumità
della salute dei propri tesserati, a tutti i livelli. Un tampone 72 ore prima dell’inizio
dell’attività, ed un’autocertificazione a tempo indeterminato appaiono, da soli,
insufficienti a garantire l’immunità di un gruppo di persone che fuori dal campo di
allenamento vive la propria vita privata e professionale.

A tutto ciò si aggiunge che, ad oggi, la Puglia resta la regione con il più alto tasso di
occupazione ospedaliera, e con un elevato numero di contagi giornalieri. Dati che
da soli dovrebbero indurre tutto il sistema cestistico regionale, Federazione in testa,
ad una riflessione e, soprattutto, a delle prese di posizione più decise della
semplice attuazione di un protocollo sanitario.

A rendere ancora più difficile la ripresa degli allenamenti della Valentino Basket
Castellaneta, vi è anche la mancanza di un campo di allenamento da oltre un anno.
Il palazzetto dello sport è impraticabile da quando un nubifragio fece saltare
l’isolamento del tetto. La tensostruttura inaugurata il primo ottobre ad oggi, sebbene
tra pochi giorni sarà a disposizione delle società sportive, non è omologabile per la
serie C Gold. Durante la prima ripresa degli allenamenti, in autunno, la squadra e lo
staff tecnico hanno dovuto emigrare in altre città per preparare la stagione.
L’aumento dei contagi, la mancanza di una struttura fissa, di fatto, rendono
inapplicabile una buona parte delle norme contenute nel protocollo della FIP nel
capitolo delle premesse generali stilate il 27 gennaio scorso.

Alla luce di queste considerazioni, lo staff dirigenziale, in accordo con il presidente,
non ritiene possibile, allo stato attuale dei fatti, programmare l’avvio degli
allenamenti.

Ufficio Stampa Valentino Basket Castellaneta