Il volto nuovo della Valentino Basket Castellaneta è quello di un “vecchio” appassionato della palla a spicchi biancorossa. Giuseppe Nico, avvocato di 44 anni, succede a Michele Granito, che lascia la presidenza dopo nove anni. Pochi giorni dopo la nomina alla carica, annunciata una decina di giorni fa, Nico racconta sensazioni e progetti, tra ostacoli da superare ed entusiasmi da condividere.

A cominciare dalla decisione di subentrare a Granito. «Perché divento presidente? Me lo sto chiedendo anche io – sorride – Divento presidente – aggiunge poi, tornando serio – perché c’è una volontà di far crescere il basket a Castellaneta partendo dalle fondamenta, e mi riferisco ai ragazzi, che dovrebbero rappresentare il futuro di questa società. Divento presidente anche perché Michele Granito, dopo i suoi anni di presidenza, diciamo tra virgolette che ha gettato la spugna e ha deciso di passare il testimone a me. Inseguo questa presidenza da un paio d’anni, nel senso che già durante il primo lockdown, se mi capitava di incontrare Michele si parlava sempre e soltanto di basket e ogni volta gli proponevo di mettersi da parte e far fare il presidente a me. È stato un percorso lungo, quasi un corteggiamento. Quando ha lasciato la società a me, Domenico De Novellis e Claudio Paradiso, vale a dire i tre membri del consiglio direttivo, ha detto di aver lasciato il basket in buone mani, visto che tra noi quattro che c’è anche un’amicizia».

Una stagione, la 2021-22, che ricomincia dopo un anno di stop per i colori biancorossi, nel quale la Valentino non ha preso parte al campionato di C Gold. «Già ripartire è una notizia bellissima – prosegue Nico -. Martedì sera ho avuto il primo incontro con i colleghi presidenti delle altre squadre della C Gold e con il presidente regionale della Fip e tutti concordavano che l’aspetto principale fosse la ripartenza, tra l’altro finalmente con un campionato regolare, dopo lo stop di due anni fa e il girone allargato alla Campania della scorsa stagione: un girone a 12 squadre, si inizia il 31 ottobre, si finisce il 27 marzo, playoff con 8 squadre e playout con 4 con una promozione e una retrocessione. Da dove ripartiamo? Ripartiamo da zero. Gli ultimi due anni sono stati devastanti, e non solo per noi. Ritengo che sia un anno zero per tutti ma per noi un anno zero al quadrato per un semplice motivo: stiamo ripartendo dalla base, stiamo creando le fondamenta per costruire qualcosa di più bello e più grande nei prossimi anni. Sarà impegnativo e, come ho detto agli altri dirigenti e nel corso degli incontri che sto avendo in questi giorni, dobbiamo ripartire dalle fondamenta. Non c’è nulla, non abbiamo neanche una sede, ho scoperto che non abbiamo neanche il materiale per allenarci, rubato dal palazzetto. Per iniziare la preparazione dobbiamo comprare tutto».

Nel frattempo intorno a lui si sta formando una squadra, e si guarda anche agli sponsor e al necessario supporto economico. «Sugli sponsor ci stiamo lavorando, così come all’organizzazione della società. Al momento non ci sono ancora incarichi ufficiali. Si ripartirà dall’assetto societario dello scorso anno, ma ci saranno dei cambiamenti perché con l’avvicendamento della presidenza si stanno avvicinando tante persone che prima, per un motivo o per l’altro, erano rimaste esclude e oggi si stanno riaffacciando. Nei prossimi giorni ufficializzeremo il vice presidente, già individuato. Poi il direttore generale, il team manager e tutti gli altri ruoli».

Sul fronte puramente tecnico, sulla panchina biancorossa torna l’allenatore che nel 2000 condusse la città alla sua prima e finora unica promozione in B. Lillino Ciracì, il “generale”. Nico ne ha di ricordi da tirare fuori, e a questi sono legati i perché della scelta: «Da quando sono diventato presidente ho un film nella mia testa, fatto di tanti ricordi: spareggi di Castellana per la C, finale di Melfi per la B di cui ho ancora conservato il manifesto, i playoff di B con l’Osimo, e più di recente gli spareggi di Ferentino. E poi il ricordo dei vari presidenti, da Tommaso Valente ad Antonio Ludovico, da Stefano Antohi allo stesso Granito. Ovvio che ricordo anche i momenti bui, come le retrocessioni e il fallimento della SS Basket, ma la storia è fatta così. I momenti più belli che io ho vissuto come persona, visto che ero dirigente con Antohi nonché tifoso sui gradoni del PalaTifo, sono stati con Ciracì allenatore. E non potevo fare a meno di lui. Ha lasciato un ottimo ricordo come allenatore, vive a Castellaneta, è un grande professionista e ci sa fare con i ragazzi, negli ultimi anni ha allenato solo ragazzi. Tutti i giovani cresciuti a Castellaneta e poi arrivati a campionati nazionali sono usciti dalla sua scuola. Sarebbe stato davvero un peccato non coinvolgerlo. E poi con lui ci siamo trovati su tutto. Davide Cosentino, come vice, è stata una conseguenza logica: chi meglio di lui può rappresentare quegli anni? È anche un uomo di spogliatoio».

Quanto invece alla squadra, finora è stato annunciato un primo tassello, Vincenzo De Angelis, ala piccola laziale che arriva da Corato in C Gold. Quanto al resto, che tipo di squadra c’è da attendersi? Nico risponde così: «Essendo il primo anno, l’obiettivo deve essere salvarci il prima possibile, il che vuol dire arrivare tra i primi otto, e divertirci. Tre anni fa non eravamo i più forti del campionato, ma lo siamo diventati di testa, arrivando a vincere i playoff da settimi. Tanto che dove mancò la testa fu la prima gara di Ferentino, che perdemmo pesantemente. E quell’anno ci divertimmo tantissimo. L’obiettivo è salvarci il prima possibile e divertirci come tre anni fa. Poi ovviamente non mettiamo limiti alla provvidenza».

Ripartenza è la parola d’ordine. Ma le difficoltà non mancano, a cominciare dall’assenza di un campo da gioco. «L’amministrazione comunale – fa sapere Nico – ha garantito che il palazzetto sarà pronto per l’inizio del campionato, tanto che da poco hanno affidato i lavori di rifacimento del parquet che riguardano anche l’ammodernamento dell’impianto elettrico e la sostituzione dei sanitari all’interno dei bagni, che sono stati distrutti da vandali. La preparazione, che partirà a breve, molto probabilmente inizierà nella tensostruttura con il preparatore atletico Francesco Nardulli. Anche per questo “secondo” campo, l’amministrazione ha ordinato i nuovi canestri per adeguarlo alle necessità del basket, anche se solo per gli allenamenti visto che non ha il parquet. Se poi il palazzetto non sarà pronto per l’inizio del campionato, allora dovremo cercare un altro campo per disputare le prime giornate».

Anno zero, dunque. Ma poi cosa accadrà? Il massimo dirigente della Valentino chiude proprio su quelli che vuole siano gli obiettivi a lungo termine. «I programmi sono tanti ma bisogna metterli in campo. Il principale è il settore giovanile, che negli ultimi anni non è stato una risorsa per la prima squadra, non a caso quest’anno per fare i campionati under dovremo prendere ragazzi da fuori paese. Abbiamo iniziato col piede giusto individuando dei professionisti. Innanzitutto Ciracì, il quale oltre ad essere allenatore della prima squadra sarà direttore tecnico di tutto il settore giovanile, e poi c’è Andrea Polucci che sarà il responsabile del minibasket. Ma c’è di più: con Polucci abbiamo fatto un accordo con la sua scuola di basket a Gioia del Colle, l’Olimpia, e con la Murgia Santeramo, due realtà che già collaborano tra loro. È stato proprio lui a chiedere una collaborazione con la Valentino, progetto che io ho sposato in pieno. L’obiettivo a lungo termine è quindi investire tutte le risorse che abbiamo nel settore giovanile. E a questo ci credo, perché quando a Castellaneta sono state fatte le cose per bene i risultati li abbiamo avuti, tra vittorie di campionati giovanili e ragazzi poi diventati giocatori, come Rotolo, Picaro, Moliterni, i fratelli Resta e più indietro nel tempo Compagnone. Purtroppo anche qui c’è l’handicap delle strutture, speriamo che con la riapertura del palazzetto e il pieno funzionamento della tensostruttura le cose vadano meglio, non solo per noi ma anche per volley e calcio a 5. Io ci credo tanto in questo, la prima cosa che ho detto a Ciracì è che scelgo lui perché sa farci con i ragazzi. Possiamo anche arrivare ottavi quest’anno, l’importante è iniziare un percorso serio che porti risultati importanti tra qualche anno. Dopotutto abbiamo gli esempi di Nardò, Corato, Monopoli e Francavilla. Ritengo che anche noi possiamo fare la stessa cosa».